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venerdì 7 dicembre 2007

OAK ISLAND, NOVA SCOTIA


L'isola di Oak Island si trova al largo della costa orientale della Nova Scotia, qualche chilometro a nord di Lunenburg. Poco nota al turismo frettoloso, ha acquisito una grande fama tra i cercatori di tesori e gli scopritori di misteri. Tutto risale addirittura al 1796 quando un ragazzotto, certo Daniel McGinnis si accorse di una depressione circolare nel terreno che faceva pensare ad uno scavo per nascondervi qualcosa, magari di prezioso. Era tempo di pirati e poteva starci. Cominciò a scavare aiutato da due amici.
Dapprima urtarono delle lastre di pietra, poi a tre metri incontrarono uno strato di tronchi. Lo stesso a 6 e 9 metri. Abbandonarono temporaneamente le ricerche che ripresero dopo una decina d'anni. Scesero fino a 30 metri. Trovarono strati di carbone, di fibre di cocco e altro ogni 3 metri. A 30 metri di profondità trovarono una pietra con iscrizioni indecifrabili, ma non riuscirono a proseguire per via di un canale sotterraneo che conduceva al mare. In altre parole chi aveva architettato questo nascondiglio aveva anche previsto di dissuadere eventuali intrusi costruendo dei canali che si allagavano appena messi in luce.
I tentativi di scoprire l'arcano sono stati innumerevoli, ma finora senza risultati evidenti.
L'isola è proprietà privata, ma si può ottenere il permesso di visitarla. Sono visibili i resti dei tentativi fatti per capire come e che cosa sia mai stato sepolto. Si respira un'aria di passato, di non decifrabile. Soprattutto è bello essere immersi nel mistero, quanto basta per ricordarla per sempre.
Dopo Peggy's Cove. Oak Island. Mi raccomando.


mercoledì 5 dicembre 2007

ST LAWRENCE MARKET , TORONTO



La città di Toronto ha un aspetto variegato che mescola il passato recente con il futuro. Tutto questo le dà un'aria meravigliosa. Chi non lo crede può ascendere la CN tower, guardare il panorama e comprendere lo sviluppo sottostante e quindi discendere e dirigersi verso est. Sì a destra , ma siccome siamo in Canada meglio precisare l'est, lungo la Front Street. Hotel Royal York imperdibile, che ha retto all'attacco delle nuove catene alberghiere.
Union Station da non perdere. Sempre diritto con il lago Ontario a destra per chi non ha dimestichezza con la bussola. Il St. Lawrence Market si fa vedere presto. Aperto tutti i giorni, anche se la vita vera, con il caos ideale, incomincia il sabato. Decine e decine di bancarelle e stand all'interno di un capannone enorme. Il malcapitato italiano, alla ricerca del salmone affumicato e del succo d'acero, si trova sommerso da una quantità bengodiana di qualsiasi tipo di alimenti che riflettono il carattere multietnico di Toronto. Stupefatto per essere stato male informato si getta allora su tutto ciò che brilla come le gazze. Visti anche quelli con il famoso sandwich "peameal" che è tipico di Toronto e che ricorda gli anni in cui veniva chiamata "Hogtown" ovvero "Città dei suini". Un sandwich di lombo di maiale tagliato a fette, messo sul grill.
Esperienza indimenticabile. Desiderio di assaggiare tutto. Vociare di mondi.
Il sabato dall'altra parte della strada c'è il Farmer's market con i contadini che vendono i loro prodotti direttamente. E per chi ha già visto tutti i mercati del mondo non c'è che aspettare la domenica e al posto dei contadini il mercato coperto diventa un mercatino del modernariato con tutto ciò che fa Canada di ieri e di oggi. Di tutto. Ho trovato gemelli vittoriani bellissimi. Ho visto una incredibile valigia-baule di primo novecento. Una di quelle che si aprono e si trasformano in quattro scompartimenti con lo spazio per ogni articolo. Valigie che sarebbero rifiutate dai musei dell'emigrazione perchè metterebbero troppo in evidenza la differenza con le valigie di cartone.
Non sarebbe bastato togliere le etichette di St.Moritz, London Palace Hotel Paris, Imperial Hotel Kyoto, Royal Picardy, Grand Hotel Oslo. Memorabili. Estasiato anche il mio amico Tony che non c'era mai stato, ma che certamente qualche domenica mattina abbandonerà la pace di Woodbridge per andare in bassa città a cercare anche lui nelle vite degli altri, dove c'è sempre qualcosa che interessa noi, anche soltanto per un momento.
Ogni tanto mi viene in mente quella bella valigia. E solo adesso quando vedo qualcosa che mi piace, quasi sempre non aspetto il giorno dopo.




mercoledì 21 novembre 2007

ITINERARI in... TERRANOVA E LABRADOR


Iniziate il viaggio di queste terre dell’est canadese, fino al 1949 un paese indipendente, da ST.JOHN’S con una visita al sito storico di SIGNAL HILL dove potrete assistere alle manovre dei cadetti militari. Una passeggiata lungo le vie della capitale tra file di casette e manieri vittoriani vi condurrà al villaggio di pescatori QUIDI VIDI e poi al JOHNSON GEO CENTRE.
Alla fine della primavera o in estate, fermandosi nei numerosi punti di osservazione lungo la costa ci sono ottime possibilità di avvistare alcune delle 22 specie di balena che incrociano al largo. Non potrà mancare una foto ricordo della punta più orientale del continente nordamericano sostando al sito storico di CAPE SPEAR. Fermatevi per una visita alla riserva ecologica WITLESS BAY vicino a BAY BULLS: qui vive la più numerosa colonia di pulcinella di mare del continente insieme ad oltre 2,5 milioni di uccelli marini e balene a profusione. Una visita guidata in battello di questa straordinaria riserva è una esperienza da non perdere.
L’itinerario proposto si snoda quindi verso ovest lungo la DISCOVERY TRAIL per immergersi in 500 anni di storia e la splendida natura selvaggia circostante. A TRINITY, cittadina che ha conservato nel suo centro storico le vestigia del 17esimo secolo, personaggi in costume fanno rivivere gli avvenimento dell’epoca, esibendosi in un famoso spettacolo all’aperto.
E’ a BONAVISTA invece che conoscerete ogni particolare della spedizione navale che condusse, dall’Inghilterra a queste coste, l’esploratore genovese GIOVANNI CABOTO nel 1497. Da non perdere: il sito storico dei fari a CAP BONAVISTA, il monumento dedicato a Caboto nel museo della cittadina e la replica della sua nave “The Matthew” ed il relativo centro interpretativo.
Proseguendo lungo la costa, affascinati dagli innumerevoli pittoreschi villaggi di pescatori, si raggiunge il centro interpretativo marino del PARCO NAZIONALE TERRA-NOVA per ammirare, da apposite imbarcazioni, tranquille baie disseminate lungo le austere coste nonché passeggiare lungo i sentieri che permettono di giungere in punti favorevoli per l’avvistamento di aquile, linci e alci.
Una deviazione che necessita un paio di giorni in più è quella da GAMBO verso il centro interpretativo BOYD’S COVE BEOTHUK, al faro LONG POINT e al museo di TWILLINGATE. Da qui ci si può imbarcare sul battello che percorre la ICEBERG ALLEY dove poter ammirare gli iceberg alla deriva e le evoluzioni delle balene.
Da GAMBO l’itinerario continua verso il PARCO NAZIONALE GROS-MORNE, sito del patrimonio mondiale dell’Unesco, territorio di montagne rocciose, profondi fiordi interni, sentieri pedonali e le TABLELANDS, un altipiano di 600 metri di altitudine di nuda regolite espulsa dal centro della terra qualche milione di anni fa.
Lungo la VIKING TRAIL altri siti storici imperdibili: PORT AU CHOIX, con manufatti che testimoniano la presenza in loco di popolazioni autoctone quasi 3 milioni di anni fa; ANSE AUX MEADOWS (anch’esso patrimonio Unesco) che rende omaggio ai Vichinghi, primi europei a lasciare prove del loro passaggio su questo continente. Scoprirete stupefacenti testimonianze archeologiche presso il Centro Visitatori dove le guide rievocano per i turisti la vita quotidiana nelle capanne di terra, costruite come lo avrebbero fatto i Vichinghi 1000 anni fa. Non può mancare una sosta nel ricostruito villaggio vichingo di NORSTEAD per ascoltare, nella penombra della sala del capo-clan, affascinanti leggende nordiche e visitare la replica della nave SNORRI per rendersi conto di come i vichinghi domassero l'agitato Atlantico del nord.

Qualche giorno merita anche il sud del Labrador che si raggiunge con il traghetto Apollo che porta al di là dello Stretto BELLE ISLE dove si potranno distinguere all’orizzonte numerosi icebergs.
Giunti al sito storico di RED BAY farete la conoscenza di un altro gruppo di visitatori europei le cui gesta sono meno note: gli abilissimi pescatori baschi del XVI secolo e di cui un’antica baleniera, l’unica al mondo ad oggi conservata, si trova qui esposta.
Il museo Labrador Straits a POINT AMOUR, espone armi, utensili domestici e da lavoro locali più recenti. Da non perdere la salita al più alto faro della Province Atlantiche, il POINT AMOUR LIGHTHOUSE.
Un itinerario di 10-15 giorni di straordinaria bellezza! Approfondimenti in
www.gov.nl.ca

mercoledì 7 novembre 2007

ROMANTICHE CASCATE DEL NIAGARA


Ecco di nuovo riaffiorare i ricordi!

Una storiella che racconto quando accompagno i turisti alle Cascate del Niagara è di averle visitate la prima volta in occasione del mio primo viaggio di nozze nel 1959 (sic!).

... cala il silenzio nel bus, io taccio e li guardo tutti con nonchalance, qualcuno alza la testa
e mi scruta con occhio inquisitore, altri ancora non raccolgono la provocazione... Qualcuno azzarda... vuole correggermi... certo, la nostra guida non è più una ragazzina ma insomma così vecchia proprio non ne ha l'aspetto ...

Soddisfatta dello scompiglio provocato, svelo il segreto, sì, perchè non è proprio una storiella come un'altra ma è la pura verità! Poco importa se il viaggio di nozze era quello dei miei genitori, che emigrati in Canada nei primi anni cinquanta, non poterono permettersi di fare un viaggio (da Montreal a Niagara!!!) finchè non fossero già nati i figli e avessero faticosamente raggiunto una certa tranquillità economica.

Quindi, eccoci qui noi quattro, nella destinazione per eccellenza dei viaggi di nozze nordamericani a passeggiare romanticamente lungo il Niagara Parkway in carrozzella a cavalli, imbarcarsi sulla Maid of the Mist e ammirare (per quello che si riesce a intuire attraverso la spuma e oltre il rombo assordante) la forza della natura che forgia la sagoma delle Horseshoe Falls; foto-ricordo al Floral Clock, gigantesco orologio floreale azionato ad acqua, ogni anno di colori e disegni diversi.

Per fortuna non c'erano tutte le 'attrazioni' di contorno, Casinò, locali ed altre brutture che fingo sempre di non vedere, consigliando a tutti di fare altrettanto. Allora era davvero un incontro con la natura sovrana più a misura d'uomo. Ma, diciamoci la verità, anche oggi alle Cascate del Niagara si va proprio per questo, per ascoltarle e guardarle ammirati, sopraffatti dalla loro maestosità ..

Vi piacciono le fotografie?... ma non vi sembra che ci sia una incongruenza?

martedì 6 novembre 2007

UNA GITA TRA I BISONTI



Fino alla metà del XIX secolo, la presenza del bisonte americano, il più grosso mammifero della famiglia dei bovini, fu veramente imponente nelle praterie nord americane ( tra 40 e 60 milioni di esemplari). Purtroppo dopo un periodo di carneficine e massacri ne rimasero solamente circa 1.000.
La caccia al bisonte non veniva praticata solamente per necessità alimentari, per le pelli o per altro; spesso si trattava puramente di un passatempo. Spaventare intere mandrie e spingerle verso un precipizio costituiva un divertimento per i colonizzatori.
La quasi totale sparizione di questo mammifero ebbe purtroppo importanti ripercussioni anche sulla vita delle tribù autoctone, come gli Ameridiani. Venendo meno la loro principale fonte di sostentamento, intere tribù scomparvero, così come fecero le mandrie.
Un cacciatore rinomato, William F. Cody, anche conosciuto con il nome di Buffalo Bill massacrò, in 18 mesi, 4.280 bisonti.
Fortunatamente nell’ultimo periodo si stanno riaprendo i grandi allevamenti di questi bovini sia in Canada che negli Stati Uniti. Oggi si trovano più di 400.000 bestie in America e la metà di queste in Canada. Nella provincia del Québec, ripartiti in 60 fattorie, se ne possono contare circa 3.000.

Proprio ad una di queste fattorie ho fatto visita il mese scorso. Sylvie e Daniel gestiscono, con l‘aiuto dei figli, un allevamento di bisonti in una delle fattorie di Saint-Prosper de Champlain, non molto lontano da Montréal. Non si tratta di un semplice allevamento da osservare al di la di una staccionata, ma qualcosa di più! Per soddisfare la curiosità della gente Daniel e Sylvie hanno trasformato un rimorchio per il fieno in modo da poter ospitare la gente e farla avvicinare, in tutta sicurezza, ai bisonti, accompagnando i loro ospiti proprio nel bel mezzo del pascolo, tra una spiegazione e l’altra.
Finita il giro ci si può poi fermare a rifocillarsi proprio all’interno della fattoria, in una sala dove viene servito un menu interamante a base di bisonte, cucinato esclusivamente dalla famiglia.
Sicuramente un’esperienza interessante e curiosa che riavvicina alla campagna anche i più “cittadini” !


domenica 28 ottobre 2007

LA TEMPERATURA..




Di primo acchito quasi tutti pensano che il Canada sia un paese con un clima freddo, questo è vero in parte.


E' vero che l'inverno non è proprio brasiliano... ma è altrettanto vero che trattandosi nella maggior parte dei casi di un freddo secco è decisamente piu' sostenibile. I "-15" sono sicuramente piu' gestibili che il "-5" italiano. Se vi ho incuriosito sotto questo aspetto, ogni tanto date un'occhiata al sito che vi ho allegato, si tratta di Meteomedia, tutti i Canadesi vi fanno riferimento, è presente anche in tv 24 ore su 24. La previsione meteo è una componente fondamentale della nostra vita qui, in base a cio', specie durante l'inverno, si programmano lunghi spostamenti. Vi allego un paio di foto che ho scattato l'anno scorso quando dal Québec mi stavo recando nel Maine (USA), in certi casi oltre ad avere l'auto perfettamente funzionante e fortemente consigliato avere il kit di emergenza... e magari dare prima un'occhiata al meteo! http://www.meteomedia.com/




ne quittez pas...

giovedì 18 ottobre 2007

THE GREAT ANTONIO - LE GRAND ANTONIO



Navigando in internet ho fatto una scoperta inaspettata: mi sono ritrovata di fronte all’immagine di un personaggio conosciuto negli anni Sessanta a Montréal.
The Great Antonio – Le Grand Antonio, all’anagrafe Antonio Barichievich (10 ottobre 1925 - 7 settembre 2003)
, un forzuto ed eccentrico Croato-Canadese che si dice giunto ad Halifax in Nova Scotia su una nave di rifugiati nel 1945 dall’allora yugoslava Zagabria. Degli anni trascorsi in patria durante la II Guerra Mondiale nulla si sa, non ne parlò mai, ma pare che l’esperienza lo avesse segnato profondamente nella psiche. Si dice che già a 6 anni andasse a lavorare con pala e piccone ed a 12 anni fosse capace di sradicare grossi alberi con una corda legata al collo.
In Canada sfruttò le sue doti fisiche (alto 1,93 mt, pesava 211 chili) esibendosi in prove di forza entrando nel libro dei Guinness dei Primati nel 1952, avendo trainato un treno lungo 19,8 metri del peso di 433 tonnellate. Altro record da guinness nel 1960 quando trascinò lungo la rue St. Catherine una fila di 4 bus di linea carichi di passeggeri (vedi foto) cosa che poi faceva spesso tra lo stupore dei passanti e lo sconcerto della polizia che non riusciva a riportare l’ordine sulle strade, dopo che lui si era legato al collo il parafango di un bus e tirava! Divenne nel 1971 anche boxeur professionista, con poco successo per i suoi modi ed aspetto poco gradevoli.
Col passare del tempo sempre più eccentrico, propose alla Boeing di trascinare un 747 lunga una pista in cambio di un jet personale ma gli venne rifiutato come anche la proposta fatta a Don King di girare un film sulla boxe per un milione di dollari. Al cinema e alla TV approdò comunque con diverse pellicole ed esibizioni e durante i suoi viaggi incontrò molte personalità della politica e dello spettacolo. Negli anni settanta era talmente ricco da potersi comprare ogni 2 anni una fiammante Lincoln Continental costruita su misura!


Negli ultimi anni della sua vita si aggirava per le vie di Montréal, un ‘barbone’ solo ed abbandonato, pare senza fissa dimora (anche se si dice abitasse in rue Bélanger, nel cuore di Little Italy, nel periodo in cui andava dicendo di essere di origini italiane). Chiunque lo cercasse doveva lasciare un messaggio al negozio di ciambelle Dunkin’ Donuts a Rosemont o rintracciarlo nella metropolitana alla fermata Berri-Uqam dove vendeva cartoline e brochures sulla sua vita. Una figura solitaria e patetica che la gente evitava non perché ne avesse paura ma perché aveva smesso da tempo di lavarsi.
Alla sua morte furono trovate, negli enormi sacchi dell’immondizia che fungevano da suo archivio dove raccoglieva ogni più piccolo pezzo di carta che parlava di lui, lettere e fotografie tra gli altri con Bill Clinton, Pierre Trudeau, Liza Mannelli, Lee Major, Sophia Loren, Luciano Pavarotti.
Muore nel 2003 all’età di 77 anni di infarto, su una panchina di fronte ad un grocery store. Si dice fosse stato sposato 2 volte, una in Europa ed una in Canada, ma non risultano esserci suoi discendenti diretti.




Dalla mia scatola di vecchie foto, lo vedete mentre divora una pizza extra-large nella pizzeria del mio papà. Ci veniva spesso con la moglie negli anni sessanta: pantagruelici pasti gratuiti assicurati, e tanta pubblicità per la Boulangerie Napolitaine di Park Avenue.













mercoledì 17 ottobre 2007

ROYAL AGRICULTURAL WINTER FAIR A TORONTO


Per capire che cosa rappresenta l'allevamento degli animali in Canada, la manifestazione tutta al coperto, da non perdere è la Royal Agricultural Winter Fair, che celebra quest'anno il suo 85mo compleanno. Toronto 2 - 11 novembre 2007. Ci sono pecore, pollame, cavie, conigli di tutte le razze, di tutti colori, di tutte le lunghezze d'orecchi e di tutti i musi. Ci sono i cavalli. Tanti. Li potete ammirare durante i rodeo, i concorsi ippici e soprattutto nelle dimostrazioni da Far West. Percheron, Clydesdale. Sono diventati una grande attrazione. Da osservare nei loro stalli mentre li preparano o vestono. Memori delle praterie lontane. Finimenti finissimi.
Agghindati, fieri, snelli, colorati. Pronti a dare il meglio di sè nello spettacolo più importante del Canada dove l'avversario non è soltanto l'uomo, ma anche le vacche (i cittadini le chiamano mucche. Le hanno viste poco e cosi il muh onomatopeico si è tramutato nel nome dell'animale).
Holstein Friesian canadesi quelle pezzate bianconere che si vedono ormai dappertutto anche in Italia per la grande produzione di latte. Vacche trasportate un tempo via nave, poi via aerea, naturalmente selezionate, per lasciare poi il posto ai primi tentativi di trapianto di embrioni e quindi assestarsi sull'inseminazione artificiale. Nomi di tori famosi. Valiant, Elevation.
Eccole le mucche, tosate da figari professionisti con il pelo profumato e la coda sempre spazzolante che incedono solenni per la Sale of Stars Vendita delle Stelle. Prima quelle della memoria, Jersey, Ayshire e Brown Swiss (Bruno Alpina) e poi le Stelle, le Holstein che, al momento della premiazione della migliore, fanno scattare in piedi il pubblico esperto che conosce bene le caratteristiche degli animali e ne conferma la vittoria.
Occasione per allevatori, ma anche per i curiosi alla ricerca di un mondo non perduto che
sembra però in via di estinzione.
Roayl Agricultural Winter Fair, Toronto.

martedì 16 ottobre 2007

ELEZIONI A TORONTO

Mi capita spesso di dover parlare del Canada di tutti i giorni. Il visitatore abbandona ad un certo punto l'interesse per il paesaggio e i musei per chiedersi com'è la realtà quotidiana. A Toronto, città nota per l'alta percentuale di italiani, la domanda è quasi di rito. La lingua è ancora diffusa, i ristoranti ovunque, le insegne delle ditte di costruzioni tappezzano la città. Italiani. Centinaia. Migliaia. Recentemente ci sono state le elezioni provinciali. Quelle che il visitatore non sempre intende. Che bisogno ha il Canada di elezioni, ha davvero dei problemi? Italia sempre presente. Il governo liberale uscente di Dalton McGuinty è stato rieletto ed ha rivinto con 71 seggi su 103, 26 ai conservatori e 10 ai neodemocratici. Percentuali dei votanti attorno al 52%.
I problemi che il nuovo governo dovrà affrontare nei prossimi 4 anni sono legati ai nuovi contratti di lavoro dei dipendenti provinciali, aumento delle tasse di proprietà ovvero l'Ici, i finanziamenti delle municipalità. Dovrà poi decidere il programma nucleare, che l'opposizione dei neodemocratici osteggia e che potrebbe ritardare l'aggiornamento tecnologico delle centrali attuali. Siamo sempre nel paese che ha fondato Greenpeace. Ci sono infine le nuove rivendicazioni territoriali da parte dei nativi che richiedono pazienza e soprattutto un approccio pacifico. Paese che vai.
A titolo di curiosità, a Sudbury, Rick Bartolucci ha ottenuto il 58% dei voti contro il 27% di Dave Battaino. A Toronto Vaughan, Greg Sorbara si è attestato sul 62% contro il 20% di Weerasighne Gayani e il 12% di Rick Morelli. A Toronto Trinity Spadina, Rosario Marchese ha raggiunto il 41% dei voti contro i il 32% di Kate Halloway e lo 0.3 % di Silvio Urzomarzo.
Città e quartieri per chi l'Italia. Segno anche che, oltre che a funzionare, gli italiani si sono integrati con proprietà nel sistema. In Ontario e non solo.


Municipio di Toronto




giovedì 11 ottobre 2007

ELEZIONI A TERRANOVA E LABRADOR


La provincia di Terranova e Labrador sulla costa orientale del Canada ha una superficie intorno ai 400.000 Km2 con una popolazione appena superiore al mezzo milione. E' entrata a far parte della Confederazione canadese soltanto nel 1949 dopo estenuanti referendum, anche per via dello spirito indipendente della sua popolazione. Territorio poco densamente popolato, caratteristico, da visitare per ammirare i resti archeologici riconducibili alle tipiche abitazioni dei vichingi piuttosto che a quelle degli autoctoni canadesi di L'Anse aux Meadows, che si fanno risalire addirittura all'anno 1.000. E l'oceano. Sempre davanti agli occhi.
La provincia ha sempre avuto una vita economica contrastata e i gli abitanti si sono spesso sentiti ignorati da Ottawa. La scoperta di importanti giacimenti petroliferi ha cambiato gli equilibri e sia il governo centrale sia le compagnie petrolifere si sono fatte avanti. Le elezioni di questi giorni sono state quindi all'insegna del populismo e della difesa del territorio dalle mire esterne verso le risorse della provincia, onde poter avere un ruolo importante nella distribuzione sia di posti di lavoro sia di guadagni economici in generale, ma soprattutto per il controllo ecologico del territorio. Il mandato al Premier Danny Williams del partito conservatore di opposizione è quasi bulgaro : 70% dei voti espressi con 43 seggi contro il 22% dei liberali con 3 seggi e l'8 % dei nuovi democratici con un seggio.
Terranova, Newfoundland. Sydney, dove Marconi nel 1901 aveva ricevuto i segnali Morse da Londra. Poi, anche il petrolio.

mercoledì 3 ottobre 2007

LA RUE ET LA RUELLE




Foto: Città di Montréal, tra le rue Papineau, Tillemont, Marquette e Jarry, 1958 circa.

Girando per la città con i turisti mi sono spesso sentita chiedere: ma dove sono i bambini? La domanda mi fa sempre sorridere. In Europa ci sono le piazze. Loro non sanno che oltre le ordinate vie (in francese, rue) dritte diritte che si incrociano ad angolo retto con altre dritte diritte, dallo scorrimento infinito se non ci fosse il fiume San Lorenzo che le interrompe sui bordi dell’isola su cui sorge la metropoli, esistono le ruelle. Quattro sezioni di vie a formare il block, quel piccolo universo quadrilatero dove siamo cresciuti senza mai attraversare una strada fino almeno all’età della scuola. Le case hanno tutte una doppia entrata, quella più bella e ordinata sulla via principale, quella col nome, per il postino o gli amici in visita.
Quella posteriore si apre sull’ampio giardino recintato, lo zio Jack e molti come lui, ci coltivano un orticello. Per noi bambini è il paradiso! Il prato su cui giocare a rincorrersi, sguazzare nella piscina di plastica, correre in bicicletta (per chi ce l’aveva!) oppure su carretti di assi di legno con vecchie ruote sgangherate. D’inverno, una gara a chi faceva il pupazzo di neve più grande e più bello.
A separare il retro di due file di case, la ruelle, una strada stretta a senso unico, dove passano di notte i camion a raccogliere i rifiuti, lavorano i fornitori, i traslocatori, etc. Qui si vedono attraverso i cortili le lunghe corde con carrucola per stendere i panni e le mamme a vigilare, chiacchierando con la vicina da un balcone all’altro.
E’ in questo piccolo grande universo che giochiamo con altri bambini italiani, perlopiù di famiglie siciliane o calabresi, ma anche qualche francese (che noi chiamavamo pea-soup!) inglese e spagnolo, in una festosa babele di idiomi e di giochi da ogni angolo del mondo, dove non mancavano mai le battaglie tra i maschietti a suon di sassate. Ancora prima di iscriverci a scuola parlavamo correntemente l’italiano, l’inglese ed il francese, con ovviamente qualche incursione nei vari dialetti italici!

martedì 2 ottobre 2007

CASCATE DEL NIAGARA

Brescia ospiterà il mese prossimo una mostra di pittura intitolata America con dipinti che raccontano una parte importante della storia americana. America ormai è diventato Stati Uniti e sono ardui gli sforzi delle altre nazioni presenti in America per farsi notare e identificare. Il Nordamerica comprende Stati Uniti e quasi quasi anche il Canada. Gli americani sono americani e basta. I sudamericani sono anche latinoamericani e anche brasiliani e peruviani o argentini e così via. I centroamericani sono meno definiti. Che americani sono i messicani? Puzzle. E poi chi sono davvero gli americani? Ma Jack Kerouac, sì proprio quello di On the Road, cresciuto parlando il joual a Lowell, che modello di americano incarnava? E...? E....?
America con le pitture ottocentesche delle cascate del Niagara con soltanto quelle di Frederick Edwin Church specificate chiaramente come americane nell'opuscolo divulgativo.
Cascate del Niagara immortalate da Marylin Monroe.
Cascate del Niagara canadesi a ferro di cavallo. Le cascate per antonomasia, quelle che tutti hanno in mente perchè sono le cascate.
In fondo, poi, gli americani hanno tutta l'America per sè.




Cascate Niagara Canadesi













Cascate Niagara Americane




lunedì 24 settembre 2007

QUEBEC QUEBEC E LA RAI








Ciao sfaticato Raynald Paquet che ti fai portare in canoa sotto i colpi di remo di un romano e di un indiano, o meglio nativo. Fiumi dolci lenti sciabordanti, speriamo davvero incontaminati come sembrano. Grazie Raynald per avermi spiegato la storia delle tre sorelle che divido con chi non ha avuto l'opportunità di vedere il programma. I nativi ritenevano la terra sacra e quindo non la zappavano. Seminavano perciò,quasi in superficie, il mais che cresceva in fretta; subito dopo i fagioli che non avevano bisogno di tutori in quanto si abbarbicavano alla pianta del mais- granturco e poi, nei solchi, ecco che aggiungevano le zucche, quelle giallo arancione di Halloween, che mantenevano umido il terreno circostante. Sembra una favola, ma la dice lunga sul rapporto dei nativi con la terra.
Ideona per il mio orto l'anno prossimo. Poi ragguaglierò in merito.
Tutto questo sul programma Rai del 23 settembre a Idea Verde.
Ho un dubbio : ma il mio mitico e sbrindellato eskimo come lo devo chiamare adesso, Inuit?

sabato 22 settembre 2007

ESTATE INDIANA




Spesso, in autunno, gli abitanti del Québéc godono degli effetti di un fenomeno climatico favorevole, la cosiddetta “estate indiana”, caratterizzata da una serie di giornate calde e soleggiate a seguito di un periodo di gelo. Ciò avviene, di solito, tra l’inizio del mese di ottobre e metà novembre. È comunque difficile, se non impossibile, prevedere la data dell’arrivo improvviso del tempo mite, soprattutto perché il fenomeno non si ripete necessariamente tutti gli anni. L’espressione “estate indiana” fa riferimento alla storia dei nativi, che un tempo approfittavano di questo particolare periodo per terminare la raccolta prima del sopraggiungere dell’inverno. L'autunno è solo iniziato ieri... tuttavia i colori iniziano ad accendersi, i tramonti a diventare rosso fuoco, il fiume si colora di rosa e l'aria è pervasa dagli intensi profumi del sottobosco.
ne quittez pas...


lunedì 17 settembre 2007

BIS DEL QUEBEC SU RAI 1



Sono certa che vi sarà piaciuta la puntata di ieri di LINEA VERDE interamente dedicata al Québec. Ma per chi si fosse persa la trasmissione c’è la possibilità di recuperare domenica prossima. Infatti un’altra puntata sarà dedicata al proseguimento del tour in Quebec del giovane conduttore. La trasmissione è un excursus veloce tra mille proposte, idee e belle immagini e poiché si incentra soprattutto sulla natura, cibi e specialità locali abbiamo ‘assaggiato’ i formaggi nostrani e il sidro di mele (ben 5 tipi di diversa gradazione alcolica) spostandoci in fuoristrada e in idrovolante nella zona di Charlevoix, sulle sponde del maestoso fiume San Lorenzo, tra incantevoli isole e villaggi del sette/ottocento, una natura incontaminata e gelosamente preservata.
E se siete nostri lettori fedeli, avrete riconosciuto anche il nostro intraprendente Guest Blogger Gianluca (alias Petit Rorqual), i suoi simpatici genitori e nonna-sprint 82enne, trasferitisi qui dal Piemonte. Del loro Bed&Breakfast ha parlato Blue Whale il 28 marzo scorso. Qui si gustano tipiche ricette piemontesi rivisitate con l’uso di straordinari prodotti agricoli locali… da leccarsi i baffi!

Il Quebec vi aspetta a LINEA VERDE RAI 1, DOMENICA 23 SETTEMBRE.

P.S.: se avete l’opportunità di visitare il Quèbec nelle prossime settimane, quando la stagione autunnale diventa un tripudio di colori fiammeggianti di aceri e betulle, vegetazione preponderante in questa parte del continente nordamericano, dovete assolutamente sorvolare il territorio in idrovolante. Un punto di vista indimenticabile!

martedì 11 settembre 2007

IL QUEBEC SU RAI 1



LINEA VERDE, RAI 1, DOMENICA 16 SETTEMBRE, ORE 12.20.

Non perdetevi la puntata di Linea Verde di domenica prossima, interamente dedicata alla Provincia del Québec.

giovedì 6 settembre 2007

UNA CITTA' SEMPRE VIVA



Impossibile annoiarsi a Montréal.. questo è poco ma sicuro!
Famosissima per gli innumerevoli festival che animano la città durante tutta l‘estate, dal week-end della Formula Uno, al conosciutissimo festival del Jazz (www.montrealjazzfest.com) , passando per Just for laughs (www.hahaha.com) ed altre mille attività che attirano non solo turisti, ma divertono e coinvolgono soprattutto gli abitanti locali, Montreal non si ferma neanche quando il primo fresco si fa sentire.

Ancora una volta una delle vie centrali di downtown, rue St. Cathrine, cuore pulsante dello shopping e della vita cittadina viene parzialmente chiusa al traffico nei dintorni di Places des Arts per montare, nel bel mezzo della strada un grande palco con tanto di mega schermo dare il via al Festival des Films du Monde (http://www.ffm-montreal.org/en_index.html). Qui, centinaia di cinefili, o di semplici curiosi, possono godersi ottime proiezioni serali all’aria aperta.

E se a qualcuno non interessasse il cinema o non gli bastassero i festival ufficiali?! Nessuno problema, proprio a pochi passi dal grande schermo si trova un intero isolato di edifici vecchi e in disuso. Perchè allora non trasformarli in un’occasione per esprimere la propria arte? Decine di writers si sono trovati questo weekend per rendere più colorato e vivo il centro città, anche nelle sue aree più abbandonate! Senza organizzare grandi cose, sono bastati degli spazi in concessione, qualche bomboletta di spray colorato e un po’ di musica per attirare la curiosità dei passanti ed animare un sabato pomeriggio di shopping in maniera diversa!

lunedì 20 agosto 2007

HAUTES GORGES DE LA RIVIERE MALBAIE


Questo bellissimo Parco Provinciale, si trova nella prospera e bella regione di Charlevoix, è ancora reltivamente inesplorato, anche perchè è stato raggiunto da una strada asfaltata soltanto nel 2000.... Il parco ha una superficie di 233 kmq e vanta diverse caratteristiche sorprendenti, come per esempio le più alte pareti di roccia a est delle montagne Rocciose. Sono rocce impressionanti che scendono a picco talvolta per 800m, nelle placide acque della rivière Malbaie, una delle più belle valli fluviali del Québec. Numerose le attività che si possono praticare all'interno del parco: escursioni a piedi, in canoa, in battello, e con il famoso RABASKA (la canoa indiana). dalla strada nr 138 si svolta a in direzione di Sainte Aimée des Lacs. link:

Con un po' di fortuna oltre a delle bellissime aquile potreste incontrare Yoghi che cerca di rubarvi il paniere...
ne quittez pas....

venerdì 3 agosto 2007

LE MERAVIGLIE DEL FIUME SAN LORENZO







Il San Lorenzo (in inglese Saint Lawrence River, in francese fleuve Saint-Laurent) è un grande fiume nordamericano.
Lungo circa 1.200 km, la prima parte del suo corso, fino a poco prima di Montréal delimita la frontiera fra Canada e Stati Uniti, dopo l'attraversamento dei Grandi Laghi scorre invece su territorio canadese. Termina in un ampio estuario nell'Oceano Atlantico. La sua portata media è circa 8 volte a quella del fiume Po. Nell' ultimo tratto quello compreso tra la regione di Charlevoix e il Manicouagan accoglie nelle sue acque salate i cetacei. Nel San Lorenzo sono state avvistate 12 specie di cetacei, tra cui la balenottera azzurra (una specie a rischio d'estinzione). E' l'animale più grande del mondo, il doppio del più grande dei dinosauri....lungo tra i 27 ed i 30 metri e pesa fino a 120 tonnellate. E' ghiotto di "krill", piccoli crostacei lunghi appena un centimentro, si trovano in abbondanza alla confluenza del Saguenay e del San Lorenzo..ecco spiegato l'arcano! ma non solo la balenottera azzurra ci viene a trovare nel periodo estivo, arriva da queste parti la balenottera minore (10 metri per 10 tonnellate), la balenottera comune (21/25 metri - 40/50 tonnellate), beluga bianchi (3/4,5 metri - 0,7/1,5 tonnellate), e splendide foche grige ( 2/2,25 metri - 0,200/0,400 chili).

Buona osservazione tra giugno e settembre.

Ne quittez pas....

martedì 31 luglio 2007

UNA CASA A MONTREAL....






Trovare una casa a Montréal non è poi così difficile…ma neanche facile, soprattutto se non si ha un’idea di come sia fatta la città. Prima di partire un ragazzo mi ha detto che in confronto a Milano, Montréal mi sarebbe sembrata un paesino… Appena arrivata a me sembrava di stare in una metropoli…calma (scordatevi i ritmi frenetici delle grandi città italiane), ma enorme. Forse è stato perché si era nel bel mezzo dello sciopero dei mezzi pubblici (cosa a quanto pare rarissima da queste parti) e girare la città sotto il sole cocente non è stato affatto uno scherzo. Dopo aver girato le università alla ricerca di qualche annuncio interessante mi sono resa conto che qui la modalità d’affitto più diffusa durante l’estate è il subaffitto. Studenti che tornano a casa per l’estate affittano i loro appartamenti e le loro stanze per poco, peccato sia difficilissimo trovare qualcuno disposto a lasciare la casa oltre la metà di agosto o poco più. Altro modo per trovare casa è sedersi in uno dei tanti bar e centri commerciali muniti di Internet gratuito e consultare due siti molto utili (www.kijiji.ca e www.craigslist.org) fare qualche telefonata e iniziare a girare per case! Io la mia l’ho trovata proprio così! Dopo un po’ di tempo che sono qui inizio a capire cosa intendeva quel ragazzo: Montréal è una città estremamente viva, ma i locali, i negozi e le manifestazioni si trovano in un’area relativamente ristretta (anche se non si trova casa in centro non c’è da preoccuparsi, con i mezzi si arriva rapidamente dappertutto!), tutto il resto della città è composta da verdi e tranquille aree residenziali con le tipiche casette a due piani, i barbecue nei cortili e…gli scoiattoli sugli alberi!